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30.05.2017 Novità per gli Organismi che certificano la gestione sostenibile delle foreste



Nel 2017, si profilano alcune novità per gli Organismi che rilasciano le certificazioni in conformità allo schema proprietario del Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di certificazione forestale (PEFC - Programme for the Endorsement of Forest Certification) che riguardano la Gestione forestale sostenibile (GFS), la Gestione sostenibile della pioppicultura (GSP) e la Catena di custodia dei prodotti di origine forestale (CoC).

Attualmente, per queste attività sono accreditati in tutto 7 Organismi ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065 che disciplina il rilascio delle certificazioni di prodotto.

Tra i progetti in corso, si segnalano i lavori dello scheme owner (proprietario dello schema) PEFC per l'armonizzazione a livello internazionale delle attività di accreditamento di tali Organismi, con l'obiettivo di assicurare l'omogeneità nella definizione delle competenze del personale ispettivo e nella frequenza delle attività di sorveglianza, nonché la possibilità per lo scheme owner di svolgere verifiche/witness delle attività condotte dall'Ente di accreditamento.

Per quanto concerne lo schema GFS, si attende la conclusione del processo di revisione dei documenti internazionali PEFC che definiscono i requisiti applicabili per gli Organismi che intendono operare sotto accreditamento e per le aziende (proprietari individuali e gruppi) che richiedono la certificazione a fronte degli schemi PEFC.

In particolare, le revisioni sono finalizzate all'adeguamento di tali documenti ai requisiti della norma ISO/IEC 17021, per l'accreditamento degli Organismi di certificazione di sistemi di gestione, e alla struttura dei documenti ISO per i corrispondenti standard (ISO High Level Structure for Management System Standards).

Oltre a ciò, dal punto di vista tecnico, per gli Organismi verranno introdotti i requisiti per la qualifica degli auditor, integrati i requisiti inerenti a struttura, contenuti e disponibilità degli audit report e contenuti delle procedure di audit.

Per le aziende, le principali aree che saranno oggetto di revisione a titolo di esempio sono le seguenti: conversioni, aree forestali ecologicamente rilevanti, certificazione di servizi ecosistemici, inclusione nei piani di gestione dei prodotti non legnosi, introduzione del risk based approach nel recepimento a livello nazionale dei requisiti definiti all'interno del metastandard internazionale definito dal PEFC Council, interpretazione dei requisiti per la certificazione GFS applicabile alle foreste urbane e ai sistemi agroforestali (ToF - Trees outside Forests), ecc. Inoltre, in caso di certificazione di gruppo, verranno integrati i requisiti inerenti alle responsabilità dell'intestatario della certificazione e dei partecipanti al gruppo ed il sistema di controllo interno al gruppo.

A maggio 2017 termina infine il processo di riconoscimento internazionale dello standard nazionale di certificazione della GFS e della Gestione Sostenibile delle piantagioni Arboree, a conclusione del processo di valutazione da parte del "Panel of expert" del PEFC Council e da parte degli altri 46 PEFC nazionali.

Analogamente, nel corso del 2017 si avvierà il processo di revisione dei requisiti dello schema di certificazione della Catena di Custodia PEFC applicabili alle aziende e agli Organismi di certificazione
. Per le aziende il processo di revisione si porrà come obiettivi, a titolo di esempio: la semplificazione dei requisiti tecnici in riferimento ad esempio al metodo percentuale, alla definizione di fonti controverse, al DDS (Due Diligence System), la protezione del trademark, la possibilità di estendere il campo di applicazione del documento a tutti gli acquisti effettuati dall'azienda, la compatibilità e consistenza dello schema nel quadro degli schemi PEFC, ad esempio con i requisiti di GFS.

Per quanto riguarda gli operatori certificati, è utile infine ricordare che le certificazioni PEFC sono richiamate all'interno dei CAM
, i Criteri Ambientali Minimi introdotti dalla disciplina degli Acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione, resi obbligatori dal nuovo codice degli Appalti (D. Lgs. n. 50 del 2016).

 
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