Sostenibilità

Parità di genere: aggiornate le FAQ sulla certificazione accreditata UNI/PdR 125

 

Pubblicata la terza edizione della brochure di Accredia e UNI sull’applicazione delle Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere: risposte ai quesiti delle organizzazioni e indicazioni prescrittive per gli organismi di certificazione.

Come applicare il sistema di gestione per la parità di genere in conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022? Come conseguire la certificazione con un organismo accreditato da Accredia? Come interpretare gli indicatori di performance per le organizzazioni?

A queste e a molte altre domande risponde la nuova edizione del documento “UNI/PdR 125 Frequently Asked Questions – Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125”, sviluppato da Accredia e UNI per supportare le organizzazioni nell’applicazione della PdR e gli organismi accreditati nelle verifiche di certificazione.

Dopo le edizioni del 2022 e del 2024, le FAQ sono state aggiornate per essere sempre più uno strumento pratico di consultazione e orientamento, al passo coi tempi e con la rapida evoluzione di una società in cui la gender equity si afferma come un presupposto fondamentale per la crescita economica e sociale del Paese.

Le indicazioni per le organizzazioni e gli organismi

Tutte le novità dell’edizione 2026 delle FAQ sulla UNI/PdR 125 sono contrassegnate nel testo dal simbolo “NUOVO”  e forniscono aggiornamenti mirati o dettagli specifici rispetto alle versioni precedenti.

La UNI/PdR 125, scaricabile gratuitamente sul sito di UNI, fornisce le linee guida per un sistema di gestione per la parità di genere attraverso la strutturazione e l’adozione di un insieme di indicatori prestazionali (KPI).

Per facilitarne l’applicazione, dunque, le FAQ raccolgono indicazioni pratiche sugli aspetti operativi della prassi di riferimento, oltre a informazioni sugli specifici KPI in grado di chiarire aspetti o casistiche di più controversa interpretazione.

Per gli organismi accreditati, al fine di garantire un approccio uniforme e omogeneo nel rilascio delle certificazioni, le interpretazioni applicative fornite dal documento sono da considerarsi prescrittive.

La certificazione accreditata della parità di genere

Nonostante i progressi compiuti, la parità di genere sul posto di lavoro rimane una sfida strutturale in Italia. Il Legislatore e l’Infrastruttura per la Qualità hanno sviluppato un meccanismo che potesse andare oltre le dichiarazioni e tradurre gli impegni in cambiamenti organizzativi misurabili.

Il Sistema italiano di certificazione della parità di genere è stato infatti introdotto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e successivamente regolamentato dalla Legge 162/2021 (legge Gribaudo) e dalla Legge 234/2021 (Legge di bilancio 2022).

In maniera integrata, il meccanismo basato sulla valutazione della conformità sviluppato da UNI, con la UNI/PdR 125, e da Accredia, con i requisiti di accreditamento degli organismi, ha risposto alla necessità di un’equa e oggettiva misurazione della parità di genere.

La certificazione accreditata della parità di genere nelle organizzazioni si configura dunque come il nuovo paradigma che produce un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo ed è ormai un elemento centrale nelle strategie aziendali.

I numeri della parità di genere certificata

La crescita dei sistemi di gestione per la parità di genere è stata molto positiva: tra il 2022 e il 2025 la certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 125 è passata rapidamente dal lancio dello schema alla diffusione su larga scala di una nuova dimensione della qualità.

  • Luglio 2022: Accredia rilascia i primi tre accreditamenti agli organismi che certificano i sistemi di gestione per la parità di genere secondo la UNI/PdR 125
  • Dicembre 2023: l’Italia registra una forte crescita iniziale, con 50 organismi di certificazione accreditati e 8.388 siti aziendali certificati
  • Dicembre 2024: il sistema conta 54 organismi accreditati e oltre 16.000 siti certificati
  • Settembre 2025: sono operativi 62 organismi accreditati che hanno certificato 38.652 siti, superando l’obiettivo del PNRR di 800 aziende entro il 2026, un forte indicatore della domanda e della trazione politica.

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