Sport, bene collettivo e leva di crescita economica grazie all’accreditamento
Un bilancio dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 in termini di valore economico dei grandi eventi sportivi: turismo, infrastrutture e territori si intrecciano con un sistema articolato di certificazioni e controlli garantiti dall’accreditamento.
Negli ultimi decenni, lo sport si è affermato a livello globale come bene culturale e sociale di rilevanza pubblica, poiché la pratica sportiva e la partecipazione ai grandi eventi contribuiscono al benessere collettivo, rafforzano la coesione sociale e alimentano il capitale relazionale delle comunità, oltre a incidere positivamente sulla qualità della vita e sull’attrattività dei territori. In questa prospettiva, lo sport non è soltanto un settore economico, ma una leva trasversale di sviluppo, capace di intrecciare politiche per il welfare, sviluppo turistico, infrastrutture pubbliche e competitività territoriale.
Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026
I grandi eventi sportivi amplificano gli effetti su società e territori, trasformandosi in piattaforme di attivazione economica: generano domanda aggiuntiva nel breve periodo e, soprattutto, fungono da acceleratori di investimenti pubblici e privati che producono effetti moltiplicativi nel medio-lungo periodo.
In questo contesto, si collocano i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, il cui valore economico va interpretato non solo in termini di spesa direttamente associata all’evento, ma come parte di una strategia più ampia di crescita e modernizzazione del sistema territoriale italiano.
Effetti diretti sulla domanda di servizi
Un primo canale di impatto riguarda gli effetti diretti sulla domanda: le Olimpiadi attivano grandi flussi di spesa turistica legati a spettatori, atleti, staff e media, con ricadute immediate su ospitalità, ristorazione, trasporti, commercio e servizi. Il turismo sportivo, già uno dei segmenti più dinamici del sistema turistico nazionale, si caratterizza per livelli di spesa mediamente superiori alla media e per una forte componente internazionale: Milano-Cortina 2026 si inserisce in una traiettoria di crescita che rafforza la capacità dell’Italia di intercettare domanda estera qualificata.
In attesa dei report dell’evento, il dossier di candidatura e le stime della letteratura economica hanno già prefigurato per Milano-Cortina 2026 con oltre 2,6 milioni potenziali di presenze turistiche complessive, tra spettatori, atleti, staff e media, con una spesa diretta elevata nei settori dell’ospitalità, dei trasporti e dei servizi locali (M. Lalli, Il turismo dello sport e dei grandi eventi, Rivista di Politica Economica, 2026).
Il budget è stato stimato in oltre 1,5 miliardi di euro, mentre il ritorno economico potenziale in 5,3 miliardi di euro circa, distribuiti su più annualità, con ricadute occupazionali stimate in oltre 20mila posti di lavoro, tra effetti diretti e indiretti.
Moltiplicatore di investimenti pubblici
Accanto agli effetti diretti, il cuore del valore economico dei Giochi olimpici risiede nel moltiplicare gli investimenti pubblici. Le Olimpiadi operano come catalizzatore e acceleratore di interventi infrastrutturali che, in molti casi, rispondono a fabbisogni strutturali dei territori: mobilità, accessibilità, sicurezza, riqualificazione degli impianti sportivi e delle aree urbane.
In questa prospettiva, la spesa pubblica di Milano-Cortina 2026 non va letta come costo isolato, ma come investimento con ritorni in termini di produttività territoriale, attrattività e competitività di lungo periodo. Il cosiddetto “modello Torino”, rilanciato dalle Olimpiadi Invernali del 2006, ha mostrato come gli investimenti in infrastrutture, mobilità e riqualificazione urbana hanno prodotto benefici economici persistenti per oltre un decennio, contribuendo a un aumento dei flussi turistici da meno di un milione a circa sei milioni di visitatori annui nel periodo post-olimpico.
Il modello adottato per Milano-Cortina, fortemente orientato al riuso di infrastrutture esistenti e a una distribuzione territoriale degli interventi, mira a massimizzare questi effetti moltiplicativi. L’esperienza italiana e internazionale mostra come, quando inseriti in una governance efficace e in una visione strategica di lungo periodo, i grandi eventi sportivi possono generare benefici duraturi su occupazione, filiere locali e capacità di attrazione degli investimenti privati.
Legacy economica e reputazionale
Un ulteriore elemento di valore è rappresentato dalla legacy economica e reputazionale. Le Olimpiadi contribuiscono a riposizionare i territori sui mercati internazionali, rafforzando il brand “Italia” e creando le condizioni per flussi turistici e investimenti successivi all’evento. In particolare, per le aree montane coinvolte, Milano-Cortina 2026 può rappresentare un’occasione per valorizzare il capitale naturale e culturale e contrastare dinamiche di marginalizzazione territoriale.
Certificazioni accreditate per Milano-Cortina 2026
In questo quadro, un ruolo importante è svolto dalle attività di valutazione della conformità accreditate, che accompagnano i grandi eventi sportivi garantendo qualità, sicurezza, sostenibilità e affidabilità dei processi. Dalle attività dei laboratori di analisi, alla taratura degli strumenti di misura, dalle certificazioni di prodotto a quelle di processo, garantire la sostenibilità di un evento di questo tipo è il valore aggiunto dell’accreditamento.
Ad esempio, nelle opere legate alle Olimpiadi, secondo i dati PEFC l’utilizzo del legno certificato PEFC per strutture chiave ha permesso di evitare emissioni per circa 6.700 tonnellate di CO₂, grazie alla tracciabilità e alla gestione responsabile della filiera forestale verificata da organismi accreditati. La certificazione delle materie prime non solo riduce l’impatto ambientale, ma costituisce un esempio di come la verifica di conformità rafforzi la qualità progettuale e l’efficacia degli investimenti infrastrutturali.
Nel settore dell’ospitalità alberghiera, fin dall’inizio la Fondazione Milano-Cortina 2026 ha promosso l’utilizzo delle certificazioni, chiedendo agli hotel di sviluppare e riconoscere un’etichetta specifica che potesse essere certificata da una terza parte e somministrando una survey specifica. Dei 197 hotel rispondenti, 63 hanno dichiarato di possedere una certificazione ambientale riconosciuta (tra cui Ecolabel UE e Multi etichetta eLabel), mentre 27 hanno avviato formalmente il processo di certificazione, rafforzando l’impegno del settore verso il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali.
Ruolo dell’accreditamento nei grandi eventi
Come mostra il caso Milano-Cortina 2026, il ricorso alle valutazioni della conformità accreditate nei grandi eventi contribuisce a ridurre i rischi operativi, rafforzare la fiducia degli stakeholder e allinearsi agli standard internazionali, amplificando così l’efficacia degli investimenti pubblici.
In questa prospettiva, l’accreditamento non è soltanto uno strumento di garanzia formale, ma una condizione operativa essenziale per la sostenibilità ambientale delle attività. Le certificazioni di prodotto e di processo applicate alle costruzioni, ai servizi turistici e alla gestione ambientale rendono verificabile il rispetto degli standard internazionali e trasformano gli obiettivi di sostenibilità in pratiche operative misurabili.
Numeri chiave
1,5 mld di euro
Budget organizzativo di Milano-Cortina 2026
5,3 mld di euro
Ritorno potenziale economico complessivo
6.700 ton. di CO₂
Risparmiate grazie alle certificazioni accreditate
16% degli hotel
Contrattualizzati ha ottenuto certificazioni ambientali
Conclusioni
Le certificazioni, ispezioni, prove e tarature accreditate, non solo contribuiscono alla credibilità e alla reputazione internazionale degli eventi olimpici, ma amplificano l’efficacia degli investimenti pubblici, aumentando la qualità delle opere e favorendo la diffusione di competenze e best practice, che restano nei territori anche dopo la conclusione dei Giochi.
La legacy di Milano-Cortina 2026 non si misurerà dunque esclusivamente in infrastrutture o flussi turistici, ma anche nella capacità di rafforzare un ecosistema di regole e controlli che costituisce un fattore strutturale di competitività e sviluppo sostenibile per il Paese.