Certificazioni - Punto normativo
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Conciliazione famiglia-lavoro nel DL 62/2026: ruolo della certificazione

E’ stato pubblicato (GU n. 99 del 30 aprile scorso) il DL 62/2026  “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale”.

L’art. 6, in particolare, detta prescrizioni per sostenere la conciliazione tra famiglia e lavoro, la maternità e la paternità. In particolare, è riconosciuto un  esonero del versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, determinato in misura non superiore all'1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda (nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato) per le imprese in possesso “delle certificazioni di cui all'articolo 8, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184” (Codice degli incentivi).

La certificazione per lo sgravio contributivo

Il Codice degli incentivi, tuttavia, non ha definito puntualmente l’oggetto e il contenuto delle certificazioni, limitandosi ad affermare che le amministrazioni concedenti incentivi dovranno considerare, tra gli elementi premianti,  “la valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, tenendo conto, nell'ambito delle valutazioni istruttorie, di specifici elementi predefiniti dal bando, quali le misure di welfare aziendale e le azioni adottate dal proponente a favore della genitorialità, nonché il possesso di idonee certificazioni, utili alla dimostrazione di tali misure”.

Il riferimento alla UNI/PdR 192:2026

La relazione illustrativa del DL 62/2026 offre prime indicazioni, individuando nella Prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026 “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro - Requisiti per il benessere delle famiglie” i requisiti per la certificazione idonea a dimostrare un impegno concreto dell’organizzazione

Le motivazioni sono esplicitate nella medesima relazione:

“Si tratta di una prassi che ha lo scopo di definire e requisiti per le organizzazioni che implementano misure volte a favorire la conciliazione vita familiare-lavoro. In particolare, la PdR UNI 192 del 2026, ratificata dall’UNI ed efficace a decorrere dal 14 aprile 2026, definisce un sistema di gestione per la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. Si tratta di uno strumento concreto per coinvolgere in modo sistematico il mondo delle imprese nella risposta alla crisi demografica: chi adotta il sistema dimostra con dati e indicatori misurabili (KPI) di sostenere davvero maternità e paternità migliorando al tempo stesso produttività, retention e reputazione”.

Il decreto ministeriale e l’accreditamento

In base a quanto previsto dall’art. 6, l'esonero sarà riparametrato e applicato su base mensile, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con l'Autorità politica delegata alle politiche per la famiglia, la natalità e le pari opportunità e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro trenta giorni dalla di entrata in vigore della legge di conversione del DL.

Con il medesimo decreto saranno stabilite le procedure di acquisizione della certificazione, che sarà in ogni caso rilasciata da organismi accreditati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1.

I titolari della certificazione potranno usufruire di “attività di promozione” rientranti nella competenza dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), individuate dall’Agenzia medesima mediante provvedimenti, adottati in conformità al proprio ordinamento e nei limiti delle risorse ad essa attribuite.

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