Dati ESG verificabili e comparabili: l’accreditamento per la finanza sostenibile
Leonardo Catani di Prometeia e Angela Cipollone di CDP raccontano come dati ESG affidabili e certificazioni accreditate stiano orientando credito e investimenti: una riflessione sui risultati dell’Osservatorio Accredia e le nuove richieste del mercato.
I dati ESG sono informazioni sempre più strategiche su cui banche e investitori valutano i rischi, allocano i capitali e definiscono le condizioni di finanziamento delle imprese. Per questo, la sostenibilità deve essere dimostrata, attraverso metriche confrontabili, standard condivisi e verifiche indipendenti, così da alimentare la fiducia del mercato e premiare le imprese realmente impegnate nella transizione.
Lo studio dell’Osservatorio Accredia “Il ruolo della certificazione accreditata nella finanza sostenibile”, realizzato in collaborazione con Prometeia, nasce esattamente per misurare il valore generato dalle certificazioni accreditate.
Leonardo Catani, Associate Partner di Prometeia, e Angela Cipollone, Responsabile per le Valutazioni di Sostenibilità di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), spiegano come la garanzia dell’accreditamento stia contribuendo a trasformare le informazioni di sostenibilità in una leva concreta di accesso al credito e agli investimenti.
Leonardo Catani di Prometeia: la trasformazione della finanza sostenibile
Quali sono le maggiori evidenze dello studio realizzato con Accredia e cosa sta cambiando davvero nel rapporto tra sostenibilità, dati ESG e sistema finanziario?
Il cambiamento più importante riguarda il fatto che le informazioni ESG stanno diventando sempre più centrali nei processi decisionali. Per molti anni la sostenibilità è stata percepita come un tema reputazionale e di comunicazione.
Oggi, invece, è entrata nei meccanismi attraverso cui vengono valutati i rischi, le opportunità e le capacità delle imprese di creare valore nel lungo periodo. Banche, investitori e autorità di vigilanza hanno bisogno di informazioni affidabili per capire come un’impresa gestisca i rischi climatici o come affronti la transizione energetica.
In questo contesto, le certificazioni accreditate assumono un ruolo interessante perché contribuiscono a rendere le informazioni più strutturate, comparate e credibili.
La questione non è solo raccogliere dati ESG ma garantirne qualità e confrontabilità. Dove si concentrano le criticità maggiori?
La qualità e la confrontabilità dei dati rappresentano oggi una delle principali sfide della finanza sostenibile. Il problema non è soltanto avere dati, ma poterli utilizzare in maniera affidabile. Una prima criticità riguarda la standardizzazione. Molte informazioni vengono ancora raccolte con metodologie differenti e questo rende difficile confrontare imprese diverse, settori diversi o la stessa impresa nel tempo.
Alcuni indicatori sono semplici da rilevare, mentre altri richiedono processi complessi di raccolta che coinvolgono fornitori, filiere e organizzazioni articolate.
C’è, poi, un tema di verificabilità, perché se queste informazioni vengono utilizzate per concedere credito, effettuare investimenti o valutare i rischi è fondamentale che chi le utilizza possa avere fiducia nella loro qualità.
Proprio qui diventano rilevanti i sistemi di verifica indipendente e le certificazioni. La sfida non è produrre più dati, ma produrre dati più affidabili.
Lo studio dell’Osservatorio Accredia evidenzia una relazione positiva tra certificazioni accreditate e performance aziendali. Cosa avete osservato?
Le imprese certificate presentano mediamente performance economiche e di sostenibilità migliori rispetto alle non certificate. Questo dato da solo non è sufficiente a trarre conclusioni, perché le imprese che scelgono di certificarsi tendono a essere già più strutturate.
Per questo abbiamo utilizzato metodologie che consentano di confrontare imprese con caratteristiche simili e di osservare come evolvono nel tempo. I risultati suggeriscono una relazione positiva tra certificazione e performance. Gli effetti tendono a consolidarsi nel tempo, coerentemente con la natura dei sistemi di gestione che richiedono cambiamenti organizzativi progressivi.
Le certificazioni rappresentano la formalizzazione di un percorso che porta l’impresa a definire obiettivi, strutturare processi, monitorare i risultati e introdurre meccanismi di miglioramento continuo. È attraverso questi canali che si generano i benefici che abbiamo osservato.
Angela Cipollone di CDP: dalla sostenibilità dichiarata a quella dimostrata
Dal punto di vista di CDP quanto è importante poter contare su informazioni affidabili per orientare investimenti e strategie di transizione?
È fondamentale, perché le informazioni di sostenibilità delle controparti concorrono al set di informazioni utilizzate come leva decisionale. Banche e intermediari finanziari sempre più spesso utilizzano dati ESG per alimentare i modelli interni di valutazione del rischio e orientare decisioni di credito.
Anche CDP ha adottato un modello operativo, che abbiamo chiamato di rischio/rendimento/impatto, attraverso il quale si impegna nell’attribuzione. a ogni singola operazione. non soltanto di uno score di merito creditizio ma anche di uno score di sostenibilità e impatto.
Per costruire questo score servono dati robusti, comparabili, verificabili e monitorabili. Il punto non è tanto avere più dati ESG, ma avere dati realmente utili alle decisioni. Se un’informazione è basata solo su autodichiarazioni rischia di essere un segnale debole che allontana il capitale. L’affidabilità del dato ESG consente di passare da una sostenibilità solo dichiarata a una sostenibilità dimostrata.
Che cosa chiedono oggi investitori e Istituzioni finanziarie alle imprese sul fronte ESG?
Chiedono soprattutto credibilità. Non basta più dichiarare di essere sostenibili. Il mercato chiede dati chiari e comparabili, misurabili e verificabili. In passato l’impresa comunicava policy, iniziative e presidi. Oggi il sistema finanziario chiede evidenze: quali risultati sono stati raggiunti, come sono stati raggiunti e se sono monitorabili nel tempo.
Un’impresa con buoni presidi ambientali, sociali e di governance è un’impresa più resiliente. Lo studio dell’Osservatorio Accredia con Prometeia lo dimostra: le imprese certificate ESG hanno performance operative mediamente migliori rispetto alle non certificate. Si stima un incremento di fatturato ascrivibile alla certificazione ESG fino all’11%.
Quanto conta disporre di strumenti indipendenti di verifica e validazione?
Questa necessità si fa evidente quando il mercato non riesce a distinguere tra sostenibilità reale e sostenibilità solo dichiarata. Se tutte le imprese appaiono ugualmente sostenibili, ma non ci sono strumenti per verificare la qualità delle informazioni, si genera sfiducia. Il tema è quello dell’asimmetria informativa.
Chi finanzia un’impresa o acquista un suo prodotto non conosce perfettamente i processi interni, i controlli, le capacità di gestione dei rischi ambientali e sociali. Gli strumenti indipendenti di verifica e validazione contribuiscono ad assegnare credibilità ai segnali che le imprese vogliono comunicare al mercato.
La verifica indipendente è essenziale per passare dalla fiducia dichiarata alla fiducia dimostrata, perché aiuta a proteggere investitori e stakeholder da dichiarazioni deboli o opportunistiche, ma aiuta anche le imprese realmente impegnate a rendere visibile la qualità del proprio percorso.
Pubblicazione
Il ruolo della certificazione accreditata nella finanza sostenibile
Lo studio presentato da Accredia offre un’analisi del ruolo della certificazione accreditata per la competitività, come strumento a supporto della qualità, verificabilità e comparabilità dei dati ESG, con effetti positivi sulle performance delle imprese.