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Sostenibilità e competitività: cresce il peso delle imprese esportatrici certificate

 

L’Annuario Istat-ICE 2026 conferma la rilevanza sui mercati esteri delle imprese con un sistema di gestione ambientale certificato sotto accreditamento: rappresentano il 5% delle imprese esportatrici e generano il 38% del valore dell’export italiano.

Pubblicato l’Annuario statistico “Commercio estero e attività internazionali delle imprese”, realizzato da Istat e dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) e presentato lo scorso 16 luglio in occasione del centenario di entrambe le Istituzioni. L’Annuario offre un quadro aggiornato della struttura e dell’evoluzione dell’interscambio di merci e servizi e delle caratteristiche delle imprese attive sui mercati internazionali.

Sostenibilità ambientale e certificazione ISO 14001

L’edizione 2026 consolida le innovazioni introdotte nell’edizione precedente, confermando le sezioni dedicate alla sostenibilità ambientale delle imprese esportatrici. L’analisi si basa sull’integrazione tra la banca dati micro TEC-FrameSBS dell’Istat e la Banca Dati Accredia delle organizzazioni certificate da organismi accreditati per i sistemi di gestione. La scelta di utilizzare i dati di Accredia sulle certificazioni dei sistemi di gestione ambientale UNI EN ISO 14001 come indicatore della sostenibilità ambientale delle imprese esportatrici riflette la solidità e la continuità del patrimonio informativo disponibile, che consente di misurare in modo affidabile l’effettivo impegno delle imprese verso la sostenibilità ambientale.

Imprese esportatrici con un sistema di gestione certificato

Nel 2024 le imprese esportatrici in possesso di un sistema di gestione ambientale certificato sotto accreditamento sono 5.963, pari al 5,0% del totale delle imprese esportatrici italiane.

Guardando ai valori di export la percentuale del valore complessivo dell’export nazionale di tali imprese è pari a 214,6 miliardi di euro, il 37,7% del totale.

La diffusione della certificazione cresce in modo significativo all’aumentare della dimensione aziendale, misurata in termini di addetti: tra le microimprese esportatrici (0-9 addetti) la quota di imprese certificate è pari allo 0,4%, mentre raggiunge il 2,9% nella classe 10-19 addetti. La diffusione aumenta progressivamente nelle classi dimensionali superiori, fino a interessare il 41,7% delle imprese con 250-499 addetti e il 45,4% di quelle con almeno 500 addetti.

Crescita della certificazione tra le imprese esportatrici

Rispetto all’edizione 2025 dell’Annuario Istat-ICE, la certificazione ambientale registra un incremento in tutte le classi dimensionali, con una crescita tanto più marcata quanto maggiore è la dimensione dell’impresa. Anche considerando il valore delle esportazioni, aumenta la quota riconducibile alle imprese certificate. Le percentuali riferite all’export risultano sistematicamente superiori a quelle calcolate sul numero di imprese: si passa dall’1,1% nelle microimprese fino al 56,8% nelle imprese con oltre 500 addetti. Questo risultato evidenzia come le imprese certificate abbiano, in media, una dimensione economica superiore rispetto alle altre imprese esportatrici.

Settori merceologici delle imprese esportatrici certificate

Dal punto di vista settoriale, nel 2024 il 76,1% delle imprese esportatrici certificate (4.536 unità) appartiene al comparto manifatturiero. La concentrazione riflette sia l’attenzione del settore verso la sostenibilità ambientale sia il contesto regolatorio in cui operano le imprese manifatturiere, caratterizzato da un elevato numero di obblighi e controlli normativi, oltre che dalla disponibilità di specifici incentivi in materia ambientale.

I comparti manifatturieri che presentano la maggiore diffusione dei sistemi di gestione ambientale sono accomunati da processi produttivi fortemente standardizzati e, coerentemente con le evidenze emerse dall’analisi per classe dimensionale, da una dimensione media delle imprese relativamente elevata.

Certificazione accreditata e propensione all’export

Le imprese certificate mostrano inoltre una maggiore propensione all’export, misurata come rapporto tra il fatturato derivante dalle esportazioni di beni e il fatturato complessivo. Il differenziale rispetto alle imprese non certificate è particolarmente evidente nelle classi dimensionali 50-99 e 100-249 addetti, dove la propensione all’export raggiunge rispettivamente il 36,1% e il 35,3%.

Considerando l’insieme delle imprese esportatrici, indipendentemente dalla classe dimensionale, la propensione media all’export delle imprese certificate è pari al 32,9%, contro il 25,8% delle imprese non certificate. Inoltre, le imprese certificate registrano valori superiori alla media in un numero maggiore di classi dimensionali, con differenziali marcati nelle fasce tra 50 e 249 addetti, confermando la relazione positiva tra certificazione ambientale accreditata e orientamento ai mercati internazionali.

Conclusioni

Nel complesso, le evidenze dell’Annuario Istat-ICE 2026 confermano come la certificazione accreditata dei sistemi di gestione ambientale sia associata alle imprese maggiormente orientate ai mercati internazionali. Pur interessando ancora una quota limitata del numero complessivo di esportatori, tali imprese rappresentano una parte rilevante dell’export nazionale e mostrano livelli più elevati di propensione all’internazionalizzazione.

L’integrazione dei dati di Accredia con le statistiche ufficiali dell’Istat consente di descrivere con maggiore precisione il legame tra sostenibilità, competitività e presenza sui mercati esteri, confermando il valore dell’accreditamento come infrastruttura di fiducia e come fonte informativa solida per l’analisi dei processi di trasformazione del sistema produttivo italiano.

Messaggi chiave

  • 963 imprese esportatrici con un sistema di gestione ambientale certificato
    da organismi accreditati da Accredia
  • 214,6 miliardi di euro
    valore dell’export di merci riconducibile alle imprese certificate
  • 32,9% propensione all’export
    delle imprese certificate
  • 25,8% propensione all’export
    delle altre imprese esportatrici

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