Spiagge accessibili e stabilimenti balneari sostenibili con la certificazione accreditata
Gabriele Lami e Stefania Frandi raccontano come la certificazione alle norme UNI ISO 13009 e UNI 11911, garantita dall’accreditamento, renda evidenti e dimostrabili gli impegni delle imprese balneari su sicurezza, accessibilità e sostenibilità.
Una spiaggia o uno stabilimento balneare possono presentarsi come sostenibili, accessibili e sicuri. Ma come capire se questi impegni sono mantenuti e riconoscibili da chi sceglie dove trascorrere le vacanze?
In un settore composto soprattutto da piccole imprese familiari, per anni il valore si è misurato sull’esperienza diretta. Oggi, con turisti sempre più attenti e la partita competitiva delle concessioni in corso, queste caratteristiche devono essere dimostrate in modo oggettivo e credibile.
Gabriele Lami, Collaboratore del Demanio marittimo di ANCI Toscana e l’avv. Stefania Frandi, Responsabile legale nazionale del Sindacato Italiano Balneari, spiegano come la certificazione accreditata alle norme UNI ISO 13009 per le attività in spiaggia e alla UNI 11911 per gli stabilimenti balneari aiuti gli operatori a comunicare i propri investimenti e buone pratiche di gestione a clienti, Amministrazioni e territori.
Gabriele Lami, perché servono norme tecniche per spiagge e stabilimenti
Quali esigenze concrete del settore hanno portato allo sviluppo delle UNI ISO 13009 e UNI 11911?
Il motivo per cui si è reso necessario introdurre norme tecniche specifiche per le spiagge e gli stabilimenti balneari discende, sostanzialmente, dall’importante ampliamento dell’offerta turistica degli ultimi trent’anni, in particolare in questo settore.
Oggi, l’offerta balneare si estende a ogni latitudine del globo. L’esigenza nasce dalla possibilità per gli operatori di avvalersi di strumenti che misurino la qualità dell’offerta che presentano nella propria attività turistica e consentano di migliorarla progressivamente, dando maggiore visibilità alla loro attività.
La qualificazione offre anche una garanzia nei confronti dell’utenza e permette alle strutture di dimostrare i comportamenti e le attività più rispondenti alle sensibilità di carattere ambientale e sociale.
Può aiutarci a distinguere bene le due norme?
La ISO 13009 sulle spiagge ha una valenza estendibile a livello internazionale ed è certamente utilizzabile anche a livello nazionale.
Su di essa, a livello nazionale, può essere calata anche la UNI 11911 sugli stabilimenti balneari, che presenta meno indicatori, ma consente una maggiore declinazione per analizzare la gestione, nel rispetto delle norme di legge e delle norme regolamentari che qualificano lo stabilimento balneare.
Quindi, a differenza delle normali spiagge dove possiamo trovare la semplice posa di ombrelloni e sedie a sdraio, qui ci sono norme che indicano dettagliatamente le caratteristiche che una struttura ricettiva deve avere per qualificarsi come stabilimento balneare.
Nella pratica, quali elementi deve presidiare un operatore balneare per essere coerente con queste norme?
Sono tutti rilevanti e non si può fare una graduatoria. La sicurezza della balneazione e la qualità degli impianti sono elementi sicuramente importanti. Ma anche la gestione dei rifiuti dà evidenza dell’attenzione dell’operatore all’ambiente circostante e alla riduzione dell’impatto della sua attività.
Ritengo necessario che l’operatore presidi ognuno degli elementi che qualificano le norme in modo omogeneo, preciso e attento, per garantire che i propri standard siano efficienti, rispettati e permettano di dare chiara sostanza alla certificazione.
Riguardo al lavoro degli organismi di certificazione, quali sono gli aspetti più delicati nella verifica di una struttura balneare?
Il lavoro degli organismi di certificazione è determinante, proprio per la loro capacità di essere distaccati rispetto al contesto in cui operano. Questo comporta concentrare l’attività sulla verifica concreta della rispondenza delle dotazioni agli standard previsti dalla UNI 11911 per la qualificazione della struttura come stabilimento balneare.
Tale verifica assume rilievo anche alla luce dell’art. 3 del D.Lgs. 103/2024, che consente di introdurre, tramite UNI, un meccanismo di valutazione del rischio d’impresa basso o medio. Da una corretta procedura di certificazione può, quindi, discendere la possibilità che il sistema di controlli delle Pubbliche Amministrazioni nelle attività balneari si articoli in maniera più o meno approfondita grazie alle verifiche svolte dagli organismi di certificazione. L’analisi deve essere a 360 gradi, con particolare riguardo al rispetto dei requisiti minimi imposti dalle norme di legge o regolamentari per la qualificazione delle strutture come stabilimenti balneari.
Stefania Frandi, dalla qualità percepita a quella dimostrata
Dal punto di vista delle imprese balneari, come vengono accolte norme come la UNI ISO 13009 e la UNI 11911?
Rappresentano un’opportunità concreta per rendere riconoscibile la qualità dei servizi che offrono. Dobbiamo partire dalla caratteristica reale di questo settore, composto prevalentemente da piccole e medie imprese a carattere prevalentemente familiare. Strutture che nel tempo hanno privilegiato quella che potremmo definire una qualità percepita fatta di accoglienza, pulizia, sicurezza, cortesia e conoscenza delle esigenze degli ospiti.
Una qualità che spesso non è stata formalizzata attraverso procedure, indicatori e certificazioni. Direi, quindi, che queste norme vengono percepite contemporaneamente come un’opportunità e come un impegno, ma sono sempre più anche un possibile requisito competitivo.
Nella gestione di uno stabilimento quali sono gli aspetti più sfidanti per sostenibilità e qualità?
La gestione dei rifiuti e dei consumi idrici ed energetici è certamente la parte fondamentale. Ma la sostenibilità non può essere ridotta soltanto alla dimensione ambientale. C’è il tema della sicurezza, ad esempio.
Un altro elemento veramente critico è quello della formazione del personale, particolarmente impegnativo in un settore caratterizzato dalla stagionalità e dalla necessità di formare rapidamente nuovi collaboratori. Molte imprese hanno già sviluppato buone pratiche. La difficoltà è organizzarle, misurarle, documentarle e mantenerle costanti nel tempo.
Le norme e le certificazioni aiutano proprio in questo passaggio trasformando iniziative, magari nate spontaneamente, in un metodo di gestione strutturato, verificabile e migliorabile.
La certificazione accreditata può rendere più visibili gli investimenti già realizzati e incidere sulla relazione con clienti, Amministrazioni e territori?
La certificazione accreditata riesce proprio a rendere visibile e riconoscibile ciò che molte imprese hanno già realizzato. La maggior parte degli stabilimenti balneari italiani ha investito negli anni nella sicurezza, nell’accessibilità, nella formazione, nel risparmio energetico e nella gestione dei rifiuti.
Spesso, però, questi interventi rimangono poco conosciuti al di fuori del rapporto diretto fra l’impresa e i suoi clienti abituali. Può, allora, intervenire un soggetto competente e indipendente che verifica la corrispondenza fra quanto dichiarato e quanto realizzato effettivamente.
Le certificazioni non sostituiscono il rispetto della legge, né possono diventare l’unico parametro per valutare la qualità di un’impresa. Però, costituiscono un elemento oggettivo di qualificazione.
Quali prospettive vede per queste norme e per la certificazione accreditata nel settore, anche alla luce dell’evoluzione delle concessioni?
Il modello balneare italiano possiede caratteristiche molto particolari. Questa presenza diffusa di imprese familiari ha permesso di sviluppare un’offerta fortemente legata ai territori. La UNI ISO 13009 e la UNI 11911 possono favorire questo passaggio dalla qualità basata quasi esclusivamente sull’esperienza e sulla reputazione alla qualità documentata, organizzata e verificabile.
Bisogna evitare due rischi. Il primo è che la certificazione venga considerata sufficiente da sola a descrivere tutto il valore di uno stabilimento. Il secondo è che i percorsi di certificazione accreditata risultino troppo costosi o complessi per le imprese più piccole. La prospettiva più interessante è proprio quella di unire la tradizione dell’impresa balneare italiana alla capacità di dimostrare, attraverso strumenti riconosciuti, la qualità, la sicurezza, l’accessibilità e la sostenibilità dei servizi offerti.
Servizi accreditati
SCHEDA
Servizi per le attività in spiaggia
Con la certificazione accreditata gli operatori di spiaggia che offrono servizi a turisti e visitatori possono dimostrare una gestione sostenibile del litorale e il rispetto di determinati requisiti di qualità del servizio e delle strutture.
SCHEDA
Stabilimenti balneari
Con la certificazione accreditata gli operatori degli stabilimenti balneari sono supportati nell’adozione di comportamenti e metodi volti al miglioramento della qualità del servizio, compresa la sicurezza in spiaggia e la gestione sostenibile dei luoghi.