Verifiche e validazioni

CBAM, documenti della Commissione europea e di EA e accordo con la Corea del Sud

 

Accredia coordina il gruppo di lavoro di European co-operation for Accreditation sul sistema europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere e avvia nuove collaborazioni con gli Enti di accreditamento di Paesi extra-UE, a partire dal coreano NIER.

Dal 1° gennaio 2026 il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è operativo in via definitiva per le importazioni nell’Unione europea di ferro e acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.

Gli organismi che verificano le emissioni incorporate nelle merci importate, anche se stabiliti nei Paesi terzi, devono essere accreditati per lo schema V&V (Validation & Verification).

L’accreditamento viene rilasciato da Enti nazionali di accreditamento dell’UE o dello Spazio economico europeo che operano ai sensi del Regolamento CE 765/2008.

Il Comitato settoriale di Accredia ha esteso l’accreditamento di tre organismi allo schema, mentre la Commissione europea ed European co-operation for Accreditation (EA) hanno pubblicato nuovi documenti per l’operatività del CBAM.

I primi accreditamenti per le verifiche CBAM

Con l’accreditamento dei primi tre organismi di verifica del 28 settembre scorso, è stato esteso al CBAM il campo di applicazione dello schema V&V (Validation & Verification), che riguarda le attività di validazione e verifica secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17029.

Tra gli obblighi per gli importatori figura, infatti, la verifica dei dati sulle emissioni da parte di un organismo accreditato. In dettaglio, gli operatori che superano la soglia di 50 tonnellate annue di merci soggette al meccanismo devono acquisire lo status di dichiarante CBAM autorizzato e presentare una dichiarazione annuale indicando, tra le altre informazioni, il quantitativo di merci importate, le relative emissioni di CO₂ e il numero di certificati da restituire.

Le linee guida UE per la verifica delle emissioni

Un passaggio rilevante per il CBAM riguarda l’utilizzo dei valori effettivi delle emissioni nelle dichiarazioni a partire dal 2027. La corretta implementazione del sistema rappresenta una priorità per l’Unione europea e per la Direzione Generale per la Fiscalità e l’Unione Doganale della Commissione europea (DG TAXUD).

A supporto dell’attuazione del meccanismo, la Commissione europea ha pubblicato specifiche Linee guida operative per il CBAM, rivolte agli organismi di verifica, agli Enti nazionali di accreditamento e agli operatori economici.

Il documento illustra ruoli e responsabilità delle parti coinvolte e fornisce indicazioni sull’accreditamento, sui principi dell’attività di verifica e sull’applicazione pratica dei requisiti del CBAM previsti nella sua fase definitiva. Il tutto, con l’obiettivo di sostenere un quadro di verifica coerente, trasparente e credibile e assicurare che gli organismi accreditati possiedano le competenze e l’indipendenza necessarie per valutare i dati sulle emissioni incorporate.

Il documento EA per la cooperazione

La Commissione europea ha segnalato anche la necessità di assicurare modalità operative omogenee tra gli Enti nazionali di accreditamento europei e quelli dei Paesi terzi. Per rispondere a questa esigenza, EA ha costituito un gruppo di lavoro coordinato da Accredia.

Dalla collaborazione è nato il Documento EA-6/05 INF, che illustra le forme di cooperazione che possono essere avviate per accreditare gli organismi di verifica dei Paesi terzi, tra cui l’esternalizzazione delle attività di valutazione agli enti locali e il coinvolgimento del loro personale tecnico.

La responsabilità dell’accreditamento rimane in capo agli Enti europei, che assicurano le competenze del personale coinvolto, anche attraverso una formazione specifica sulla normativa europea applicabile al CBAM.

L’accordo con l’Ente coreano NIER

Nel quadro della cooperazione internazionale si inserisce l’accordo sottoscritto da Accredia con il National Institute of Environmental Research (NIER), uno degli Enti di accreditamento della Corea del Sud, che fa capo al Ministero del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente.

La collaborazione nasce anche dalle domande di accreditamento ricevute da Accredia da parte di organismi di verifica coreani e prevede lo scambio di informazioni, lo sviluppo di collaborazioni operative e la possibilità di coinvolgere tecnici di NIER nelle attività di valutazione. Accredia sta già organizzando sessioni di formazione rivolte al personale NIER.

I professionisti saranno successivamente qualificati individualmente come ispettori Accredia, secondo le procedure previste. Questa modalità consentirà di svolgere attività di valutazione congiunte, anche attraverso un modello operativo ibrido: un ispettore Accredia potrà seguire le attività da remoto dall’Italia, mentre un ispettore di NIER qualificato da Accredia sarà in presenza presso l’impianto in Corea del Sud.

L’obiettivo è rendere le attività più efficienti e agevolarne lo svolgimento nei Paesi terzi, mantenendo in capo ad Accredia il controllo e l’affidabilità delle valutazioni.

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