Conciliazione vita, lavoro, primi accreditamenti per la certificazione UNI/PdR 192
La certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 192, in continuità con la UNI/PdR 125 sulla parità di genere, valuta le politiche aziendali per l’equilibrio tra esigenze professionali e personali. Esonero contributivo e bando Unioncamere per le PMI.
È operativo il percorso per le organizzazioni che intendono ottenere la certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 192:2026, che definisce i requisiti per il benessere delle famiglie, nell’ambito del sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Con la delibera del Comitato Settoriale di Accreditamento Certificazione e Ispezione del 28 settembre scorso, infatti, sono stati accreditati i primi cinque organismi per la certificazione secondo la Prassi di Riferimento.
L’accreditamento abilita gli organismi ad attestare la conformità del sistema di gestione aziendale ai nuovi requisiti, offrendo alle organizzazioni certificate una ulteriore garanzia per valorizzare gli interventi già adottati o in corso di definizione.
Attraverso precisi indicatori di performance (KPI), la certificazione accreditata valuta i diversi ambiti in cui le organizzazioni intervengono, con azioni e iniziative specifiche, per garantire la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Gli indicatori di performance della UNI/PdR 192
La UNI/PdR 192 “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie” è nata dall’iniziativa del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e condivide alcuni obiettivi della UNI/PdR 125 sui sistemi di gestione per la parità di genere.
Tuttavia, si basa su specifici indicatori di performance, articolati in 28 KPI attraverso cui gli organismi accreditati possono valutare le politiche messe in campo dalle aziende che richiedono la certificazione.
Tra gli ambiti oggetto di verifica, rientra il sostegno alla genitorialità, con indicatori dedicati alla fruizione dei congedi di paternità e parentali da parte dei padri lavoratori, anche attraverso specifiche soglie minime di utilizzo. Vengono, inoltre, considerate le politiche aziendali che integrano l’indennità economica durante i congedi parentali o che prevedono misure aggiuntive a sostegno della genitorialità.
Un ruolo rilevante è attribuito alla flessibilità oraria e organizzativa, attraverso strumenti come smart working e accesso al part-time, anche per i lavoratori caregiver.
La certificazione accreditata valorizza anche i piani di welfare aziendale, con un budget dedicato alla famiglia e richiede alla direzione di individuare un gruppo di lavoro interno e una figura responsabile per l’adozione e la continua applicazione delle politiche adottate.
Gli incentivi per le imprese certificate
Le organizzazioni che conseguono la certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 192:2026 possono accedere allo sgravio contributivo previsto dall’art. 6 del Decreto Lavoro 2026 (DL 62/2026 convertito con modificazioni dalla Legge 112/2026).
L’esonero può raggiungere l’1% annuo dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e un massimo di 50 mila euro per azienda. La certificazione accreditata ha una durata triennale alla pari dell’agevolazione, con un beneficio potenziale che può arrivare fino a 150 mila euro complessivi nel triennio.
Oltre al beneficio contributivo, le imprese certificate possono ottenere una premialità nell’accesso agli incentivi pubblici e un vantaggio reputazionale in termini di attrattività e capacità di trattenere i dipendenti.
Per accompagnare le imprese interessate nel percorso di certificazione, inoltre, è stato attivato un programma di supporto pubblico attraverso un bando Unioncamere insieme al Dipartimento per le Politiche della Famiglia e al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il bando (aperto dal 21 settembre 2026) mette a disposizione 7,5 milioni di euro destinati a contributi a fondo perduto, di cui 3,25 milioni di euro per voucher di assistenza tecnica e accompagnamento e 4,25 milioni di euro per i costi di prima certificazione.
Le garanzie dell’accreditamento
Le organizzazioni che scelgono di conseguire la certificazione attraverso un organismo accreditato ottengono un riconoscimento fondato su criteri condivisi e requisiti di competenza, indipendenza e imparzialità.
L’accreditamento degli organismi di sistema di gestione, basato sulla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1, garantisce alle organizzazioni certificate la coerenza e l’uniformità dei criteri di valutazione.
Un processo che alimenta la fiducia del mercato, delle Istituzioni e dei cittadini, che possono contare su risultati affidabili, frutto delle analisi basate su evidenze documentate e sul monitoraggio nel tempo delle certificazioni rilasciate.
SCHEDA
Sistemi di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro
La certificazione accreditata in accordo alla UNI/PdR 192 richiede all’organizzazione certificata di predisporre politiche aziendali formali, obiettivi misurabili, pianificazione di azioni concrete, monitoraggio attraverso KPI, riesame periodico e miglioramento continuo.