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Tariffe di accreditamento, l’allineamento tra settore volontario e regolamentato

Notizia
29 novembre 2019

Dopo un’attenta analisi, il Consiglio Direttivo di Accredia ha stabilito le nuove tariffe per gli organismi di certificazione, ispezione e convalida che ricorrono all’accreditamento, per scelta di business o per obbligo normativo.

Settori sempre più vasti dell’economia italiana ricorrono alla certificazione sotto accreditamento per garantire la circolazione di beni e servizi sicuri e professionisti qualificati, a beneficio dei consumatori e per l’efficienza del mercato. Di pari passo, e in linea con l’approccio auspicato da sempre dalla Commissione europea, la Pubblica Amministrazione affida consistenti attività ad Accredia. Principalmente attraverso la stipula di Convenzioni con cui delega l’Ente Unico ad attestare l’imparzialità e la competenza di organismi e laboratori in ambiti strategici, come per esempio le verifiche sugli strumenti di misura. O, ancora, affidando all’Ente un ruolo di supporto nel controllo di settori delicati come l’agricoltura biologica o la vigilanza privata.

La delega della PA, unitamente alla crescente consapevolezza di imprese e consumatori, ha portato a una crescita sostanziale della certificazione accreditata in ambito regolamentato, in cui l’accreditamento è un obbligo per gli organismi responsabili, che devono ottenere l’autorizzazione ministeriale, e l’eventuale notifica alla Commissione europea, a rilasciare servizi di valutazione della conformità.

Questa crescita, evidenziata anche nelle analisi economiche sull’andamento del mercato, ha condotto Accredia a rivedere le tariffe di accreditamento per i soggetti accreditati dal Dipartimento Certificazione e Ispezione, per i quali il Consiglio Direttivo del 5 novembre scorso ha approvato un nuovo piano tariffario.

Si tratta di una riformulazione delle tariffe, in virtù del cambiamento sostanziale avvenuto in 10 anni nel mondo dell’accreditamento italiano, dove oggi alcuni organismi accreditati superano i 10 milioni di euro di fatturato e altri operano sia in ambito regolamentato che volontario. Le tariffe decise alla nascita di Accredia nel 2009 non trovavano più riscontro nell’ampliamento delle attività registrate nel settore regolamentato del Dipartimento Certificazione e Ispezione. E anche i numeri parlano chiaro: lo scorso anno, il settore volontario, ha generato un margine (al lordo delle imposte) pari a 626 mila euro, mentre il settore regolamentato un andamento negativo per 318 mila euro.

Con la riformulazione delle tariffe, gli organismi di valutazione della conformità che ottengono benefici sono molti di più (71%) rispetto a quelli che vengono penalizzati.

Questa non è certo la prima revisione degli onorari per i soggetti accreditati, da sempre oggetto di studio da parte dell’Ente di accreditamento.

“Abbiamo sempre cercato di mantenere le tariffe in linea con la struttura dei costi – osserva il Presidente, Giuseppe Rossi –. E’ stato così nel 2014 quando, di fronte a una crisi economica che continuava a incombere sulle nostre imprese, abbiamo ridotto le tariffe di circa il 3% per tutti i soggetti accreditati. Dalla costituzione di Accredia siamo già intervenuti 4 volte, riducendo le tariffe per un taglio pari o superiore al 15% delle tariffe applicate dai precedenti Enti di accreditamento – conclude Rossi –. Solo l’ultima manovra, nel 2017, ha portato un beneficio di circa 400 mila euro per organismi e laboratori”.