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Professionisti ICT: l’evoluzione normativa per la certificazione delle competenze

Notizia
25 novembre 2020

Motore dell’innovazione e vantaggio competitivo sul mercato, le competenze professionali in ambito ICT trovano un valore aggiunto nella certificazione accreditata e nelle norme tecniche, strumenti in costante evoluzione.

Da circa dieci anni, Accredia valuta e accredita gli organismi di certificazione dei professionisti in ambito ICT, le cui competenze vengono verificate secondo le norme tecniche riferibili alla UNI 11506 “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti nel settore ICT – Requisiti per la valutazione e certificazione delle conoscenze, abilità e competenze per i profili professionali ICT basati sul modello e-CF”.

Coerentemente alle peculiarità del settore informatico, caratterizzato da una costante evoluzione e dalla nascita di nuove aree, nuove tecnologie e nuove professionalità, la norma non entra nel merito delle singole professioni, ma presenta uno spettro d’azione molto ampio, che consente agli organismi accreditati di rilasciare certificazioni per 36 tipi di competenze generali dell’area ICT, tra cui Account Manager, Business Analyst, Business Information Manager, Developer, Security Manager, Security Specialist, e molti altri.

Per i professionisti ICT, la certificazione rilasciata dagli organismi accreditati in base alla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17024 diventa così un valore aggiunto per posizionarsi su un mercato sempre più competitivo, forti di un set di competenze, conoscenze e abilità che sono state verificate e attestate in maniera indipendente e imparziale. Tra queste, un professionista che opera in un’organizzazione pubblica o privata o come free lance, deve essere in grado di svolgere tutti i compiti necessari per gestire un’infrastruttura ICT, come garantire l’operatività delle infrastrutture, occuparsi della sicurezza delle informazioni, assicurare l’erogazione dei servizi offerti sul web.

Le norme per la certificazione di queste professionalità ad alta specializzazione sono in costante evoluzione, a livello europeo e internazionale, e sui tavoli di lavoro sono impegnati anche gli Enti italiani di normazione, a partire da UNI e UNINFO, l’Ente normatore per le Tecnologie Informatiche e le loro applicazioni.

 


La UNI EN 16234-1:2020


Recentemente è stata pubblicata la nuova versione della norma UNI EN 16234-1:2020 “e-Competence Framework (e-CF) – Framework comune europeo per i professionisti ICT in tutti i settori – Parte 1: Framework (modello di riferimento)” che aggiorna il modello di riferimento delle competenze digitali professionali. Infatti – riporta UNI – fornisce un riferimento di 41 competenze richieste e applicate nell’ambiente di lavoro professionale delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) e nei settori ad esso correlati, utilizzando un linguaggio comune per descrivere competenze, abilità e livelli di capacità che possa essere compreso in tutta Europa.

La norma è stata creata per essere utilizzata da:

  • Aziende di servizi ICT, della domanda e dell’offerta
  • Professionisti ICT, manager e reparti risorse umane (HR)
  • Istituti di istruzione professionale ed enti di formazione, inclusa l’istruzione superiore
  • Parti sociali (sindacati e associazioni dei datori di lavoro), associazioni e ordini professionali
  • Enti di accreditamento, di validazione e valutazione professionale
  • Analisti di mercato, responsabili di decisioni politiche
  • Altre organizzazioni e parti interessate nei settori pubblico e privato

 


Le prossime UNI 11621-X e UNI 11506


Le nuove versioni della norma UNI 11621-X multiparte (formata da più parti) e della norma UNI 11506 modificheranno ulteriormente le definizioni e le descrizioni delle figure professionali del settore ICT, che non saranno più caratterizzate in base a “profili”, ma secondo “ruoli” basati su:

  • Conoscenza
  • Abilità
  • Autonomia e Responsabilità

In particolare, la revisione della UNI 11621 è stata impostata interpretando i concetti di abilità (capacità di applicare le conoscenze e di usare il know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi), autonomia e responsabilità (capacità di di applicare le conoscenze e abilità in modo autonomo e responsabile). Saranno aggiornate le cinque parti che daranno vita a 30 figure base (aggiornamento e ampliamento rispetto alla UNI 11621-2), compresi i ruoli dedicati alle attività web (UNI 11621-3), alla sicurezza delle informazioni (11621-4), alle informazioni per la georeferenziazione (11621-5). Una nuova parte descriverà inoltre i ruoli per la definizione delle metriche dei servizi ICT (11621-6). Quest’ultima è una specializzazione di grande interesse per la crescita culturale nell’applicazione delle logiche di controllo di gestione e di prestazione dei servizi gestiti con logiche basate sulla Information Technology Infrastructure Library (ITIL), come nel caso della ISO/IEC 20000-1.

La nuova UNI 11506 fornirà le basi per ridefinire alcune regole di certificazione, con impatto anche sulle logiche di accreditamento. Un elemento significativo in ottica di sostenibilità sarà il capitolo sulla “carta di integrità professionale”, con riferimento ai “principi e valori” che prendono vita attraverso il Codice Etico e l’approccio Deontologico, per orientare la condotta dei professionisti certificati.

Sino alla pubblicazione, le attuali versioni della norma multiparte UNI 11621 e della norma UNI 11506, ovunque sia indicato genericamente UNI EN 16234, vengono riferite alla precedente versione della UNI EN 16234-1:2016.