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La certificazione accreditata come leva competitiva per l’export “Made in Italy”

Notizia
23 marzo 2021

Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE, parla degli strumenti di supporto per l’internazionalizzazione delle PMI italiane: dal partner finanziario alla formazione e informazione, passando per la qualità certificata dagli organismi accreditati.

I dati dell’Osservatorio Accredia Osservatorio Accredia ‘Diffusione ed effetti della certificazione accreditata tra le imprese esportatrici” mostrano che le imprese con un sistema di gestione certificato sono più coinvolte nelle catene globali del valore. Promuovere la certificazione accreditata come strumento per facilitare i processi di internazionalizzazione delle imprese, diventa quindi concretamente una valida alternativa.

“Mi piacerebbe dare una testimonianza attraverso lo strumento che abbiamo in SACE, uno strumento che promuoviamo dal 2017 – fa sapere Alessandro Terzulli di SACE –. Che facciamo con questa “Push strategy”? Andiamo a cercare in principali mercati prioritari per le imprese italiane, dei buyer o degli importatori molto importanti, che magari conoscono poco o sostanzialmente conoscono al meglio il potenziale delle imprese italiane fornitrici nel loro settore”.

A questi acquirenti esteri vengono messe a disposizione linee di credito a medio-lungo termine a un tasso competitivo, con l’obiettivo di favorire l’acquisito di beni e servizi italiani o rafforzare i rapporti commerciali esistenti. Per facilitare ulteriormente l’incontro tra domanda e offerta, sono organizzati eventi di business matching tra le PMI italiane interessate ad acquisire commesse e il buyer estero.

Ovviamente, con uno strumento come questo, avere la qualità del proprio prodotto, certificato, sostanzialmente, attraverso degli standard che siano anche riconosciuti a livello internazionale, costituisce un elemento per l’agevolazione di tutto il meccanismo, anche nei settori in cui in effetti il “Made in Italy” è affermato.

E allora, anche per SACE diventa utile prevedere una formazione dedicata alla certificazione accreditata nel “pacchetto” di promozione del nostro export. “A fronte di una competitività di prezzo che per noi italiani non può essere alla pari di quella di tanti produttori dei mercati emergenti che ormai negli ultimi 20 anni si sono affermati – spiega Terzulli – la certificazione è un elemento fondamentale e in tutti gli elementi di competitività, non di prezzo, la base informativa e formativa, è una base fondamentale”.

Per questo, secondo il Chief Economist di SACE, la certificazione accreditata andrebbe aggiunta alla lista degli elementi che saranno disponibili nel portale export.gov.it, il portale unico di accesso ai servizi per l’internazionalizzazione, promosso dalla Farnesina e realizzato con il supporto di SACE e dell’Agenzia ICE. Proprio come elemento da spendere per accrescere la propria competitività di prezzo, la propria qualità e quindi agevolare i processi di partecipazione alle catene globali del valore in mercati geograficamente o culturalmente più distanti.

Soprattutto perché ci sono ancora tante piccole e medie imprese che faticano a strutturare un processo di internazionalizzazione. “Capisco che in Italia c’è una questione dimensionale delle imprese e non sempre, in imprese di minore taglio, si possono avere risorse solamente dedicate all’export – osserva ancora Terzulli – però è chiaro che delle risorse specializzate ci vogliono quantomeno per fare un business plan e per fare questo è possibile, per esempio, ricorrere al cosiddetto voucher per il temporary export manager che permette di disporre di una risorsa di questo tipo almeno a livello temporaneo”.

E’ importante poi, avere dei partner affidabili come SACE e Simest e, infine, puntare sull’elemento formazione/informazione. “Non è un caso infatti che noi negli ultimi anni abbiamo creato la nostra Education to export – conclude l’economista di SACE – non una accademia ma un punto di riferimento che dialoga con gli altri attori per erogare formazione e informazione, spesso fondamentalmente in modo gratuito, per generare consapevolezza nelle complessità di questi processi di internazionalizzazione e per far sì che chiaramente questi possano avere successo”.