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Post pandemia e Next Normal: il programma del Comitato di Indirizzo e Garanzia

Notizia
28 giugno 2021

Con un ruolo cardine nel portare avanti la mission di Accredia, il Comitato di Indirizzo e Garanzia presenta il nuovo documento programmatico per il 2021-2023, che rafforza l’impegno per il consolidamento del ruolo dell’Ente e dell’accreditamento.

Processi di accreditamento validi ed efficaci, assenza di discriminazione, imparzialità, e trasparenza, ma anche criterio economico ed efficienza operativa… sono questi gli aspetti di miglioramento su cui ogni tre anni il Comitato di Indirizzo e Garanzia di Accredia è chiamato a tracciare i bilanci e definire le politiche dell’Ente di accreditamento.

Il Comitato (CIG) è l’organo statutario di Accredia incaricato di formulare gli indirizzi e sostenere il buon funzionamento dell’Ente, per assicurare la competenza e indipendenza del suo operato, verso le istituzioni, il mercato e i consumatori, nel rispetto degli standard e delle norme applicabili.

Il Documento Programmatico del Comitato di Indirizzo e Garanzia di Accredia 2021-2023 affronta i temi più rilevanti del prossimo triennio, che riguardano trasversalmente tutti e tre i Dipartimenti, sviluppando linee di azione e proposte operative anche alla luce dell’esperienza pandemica e dell’impatto delle nuove tecnologie sull’attività di verifica.

Tra gli argomenti chiave che incidono più direttamente sul ruolo degli organismi e dei laboratori accreditati, e delle organizzazioni pubbliche e private loro clienti, ci sono sicuramente il conflitto di interesse e l’efficienza e l’efficacia delle attività di valutazione.

Il CIG si è spesso occupato del tema dell’imparzialità, perché insieme alla competenza, indipendenza, trasparenza e riservatezza è un principio cardine per lo svolgimento delle attività di accreditamento e dà forma ai relativi processi, in termini di rispetto delle tempistiche e delle prassi operative, delle tariffe applicate, della gestione delle pratiche di accreditamento/estensione, fino alle modalità di emissione dei certificati e alle comunicazioni alle autorità di governo per gli ambiti regolamentati.

Sul campo, imparzialità significa assenza di conflitti di interesse, per garantire quell’obiettività che impedisce ogni condizionamento e influenza negativa sull’attività degli organismi e dei laboratori accreditati.

Il CIG già nel 2019 aveva elaborato le “Raccomandazioni espresse in relazione alla definizione di criteri omogenei per la verifica di alcuni requisiti della norma ISO/IEC 17021-1:2015, in sede di valutazione e sorveglianza degli organismi di certificazione accreditati” focalizzando l’attenzione sulla verifica dei sistemi di gestione. Al centro del programma del CIG 2021-2023 c’è l’estensione di questa riflessione alle attività sui laboratori di prova, sugli organismi di ispezione, sulla certificazione delle persone e dei prodotti. Quest’ultima casistica è particolarmente rilevante dal momento che il conflitto di interessi riguarda anche gli accreditamenti cogenti degli organismi che operano dietro specifica autorizzazione o abilitazione ministeriale, con una forte incidenza di aspetti normati da leggi o regolamenti.

Il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle attività di accreditamento è un obiettivo fondamentale per garantire la conformità dei prodotti e dei servizi, attraverso l’attività di organismi e laboratori competenti, in grado di rilasciare sul mercato attestazioni credibili e affidabili. Dall’efficienza, che riguarda le metodiche di lavoro dell’Ente (economie di scala, riduzione dei tempi la lavorazione, procedure chiare e trasparenti) discende anche l’efficacia, con cui l’accreditamento si avvicina al suo fine ultimo di dare fiducia a istituzioni, imprese e cittadini sulla validità del proprio operato.

Proprio l’esperienza pandemica ha permesso di sviluppare lo strumento dell’audit a distanza – quelle di Accredia sui laboratori e gli organismi, e di questi ultimi verso le aziende certificate – nel senso di una felice sintesi tra efficienza ed efficacia. Se in presenza del blocco degli spostamenti, tra marzo e aprile 2020, l’audit remoto è stato il canale esclusivo per svolgere le verifiche, con la ripresa delle attività è arrivato a coprire il 75% dell’attività in sede e in accompagnamento.

Una soluzione di emergenza, quindi, ma non improvvisata, dal momento che l’audit remoto era già previsto dalle regole di IAF (international Accreditation Forum) e Accredia ha prontamente disposto sia la documentazione – come circolari, linee guida, FAQ – sia la formazione degli ispettori all’uso delle diverse piattaforme e funzionalità IT.

Con il ritorno alla normalità, l’obiettivo è di sviluppare lo strumento dell’audit misto, con parte del team presso la sede dell’organismo, laboratorio o azienda certificata, e parte collegato da remoto. Un obiettivo su cui il CIG ha già avviato un’attenta analisi e progettazione, affinché l’audit misto diventi un nuovo strumento operativo, veramente al servizio dell’efficacia e dell’efficienza delle attività di accreditamento.