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Biologico, settore in crescita: il nuovo decreto e il ruolo dell’accreditamento

Notizia
05 dicembre 2023

Entrato in vigore lo scorso 14 novembre, il D.Lgs. 148/2023 su produzione biologica ed etichettatura, conferma l'importanza per il settore degli organismi di valutazione della conformità accreditati per svolgere le attività di controllo dei prodotti.

Quello del biologico è un settore in costante crescita in Italia: come rileva il Rapporto SINAB “Bio in cifre 2023”, nel 2022 gli operatori certificati hanno superato le 92mila unità con un aumento superiore al 7% in un anno, a conferma di un trend accelerato a partire dal 2010.

Il mercato italiano ha trovato ulteriore disciplina nel nuovo D.Lgs. 148/2023 che conferma il ruolo fondamentale degli organismi di valutazione della conformità accreditati ai sensi del Reg. 765/2008, nell’ambito delle procedure di certificazione dei prodotti biologici.

 


Il biologico in UE e l’attenzione dei consumatori italiani


Il settore del biologico rappresenta un obiettivo centrale della nuova Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione europea, che è entrata in vigore a gennaio 2023 e che intende entro il 2030 raggiungere il target del 25% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) condotta con metodo biologico.

Il mercato del biologico risponde d’altronde alle crescenti preferenze dei consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Nel 2022, secondo Sinab, la superficie italiana coltivata con metodo biologico ha infatti superato i 2,3 milioni di ettari (+7,5% su base annua). I nuovi ingressi nel sistema di certificazione accreditata (6.655 unità nel 2022) hanno portato le aziende agricole italiane a rappresentare l’89% del totale degli operatori biologici.

 


Il D.Lgs. 148/2023 e l’accreditamento degli organismi di controllo


In vigore dal 14 novembre scorso, il D.Lgs. 148/2023 sul biologico adegua la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 2018/848 su produzione biologica e relativa etichettatura. Oltre che alle disposizioni del Regolamento UE 2017/625, relativo ai controlli e alle altre attività ufficiali per garantire l’applicazione della legislazione su alimenti e mangimi, oltre che su salute e benessere degli animali, sulla sanità delle piante e sui prodotti fitosanitari.

Gli organismi di controllo nel settore del biologico dovranno essere accreditati “alla versione più recente della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065” e presentare una specifica istanza di autorizzazione al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. A oggi, gli organismi di certificazione accreditati per il controllo dei prodotti biologici ai sensi del Regolamento UE 2018/848 sono 19.

Gli organismi dovranno, tra l’altro, “servirsi di laboratori di analisi designati dal Ministero, e, laddove emerga la necessità, utilizzare prove accreditate per la ricerca di singole sostanze non ammesse nella produzione biologica”.

Tra le novità introdotte dal provvedimento, figura anche la possibilità per Accredia di operare all’interno del Sistema informativo per il biologico (SIB). Così da utilizzare l’infrastruttura del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) per gestire i procedimenti amministrativi previsti dalla normativa dell’Unione europea, nazionale e regionale, in materia di produzione biologica a carico degli operatori.

 


Il Regolamento UE 2018/848 come riferimento normativo 


Come spiega la Vice Direttrice del Dipartimento Certificazione e Ispezione di Accredia Mariagrazia Lanzanova: “Pilastro di questo sistema è chiaramente la normativa nazionale ed europea, che proprio nel 2022 si è contraddistinta con la novità del Regolamento UE 2018/848”. Il Regolamento “rivede i principi e stabilisce le norme relative alla produzione biologica, riesamina la relativa certificazione e l’uso di indicazioni riferite alla produzione biologica nell’etichettatura e nella pubblicità, nonché le norme relative ai controlli ufficiali integrando i criteri stabiliti dal Regolamento UE 2017/625 sulla sicurezza degli alimenti”.

A tutela del consumatore, il Regolamento prevede anche controlli molto più stringenti da parte degli Enti di accreditamento verso gli organismi di certificazione che operano nei Paesi terzi, dove, dal 2025, saranno applicati gli stessi requisiti previsti nell’Unione europea. Il nuovo Regolamento disciplina in questa direzione l’attività sia degli organismi che sono presenti nei Paesi UE che di quelli localizzati al di fuori dell’Europa.

In questa fase di transizione al nuovo Regolamento, la normativa prevede che gli organismi che certificavano e certificano secondo il Regolamento CE 1235/2008 (biologico extra Ue) possano operare in equivalenza fino al 31 dicembre 2024. Entro tale data, dovranno richiedere ad Accredia l’accreditamento per la conformità al Regolamento UE 2018/848 per i Paesi Terzi. A oggi, gli organismi di certificazione accreditati per l’equivalenza sono 4.