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Cambiamento climatico: l’attualità entra nelle norme dei sistemi di gestione

Notizia
15 marzo 2024

IAF e ISO hanno deciso di inserire il richiamo al tema cruciale del cambiamento climatico negli standard ISO dei sistemi di gestione: una novità per le aziende che li utilizzano e gli organismi di certificazione che ne verificano l’applicazione.

International Accreditation Forum (IAF) e International Organization for Standardization (ISO) hanno pubblicato un comunicato congiunto per portare all’attenzione dell’Infrastruttura per la Qualità, ma anche delle aziende, delle Istituzioni e della società civile, le modifiche apportate alle norme ISO sui sistemi di gestione.

Le considerazioni aggiuntive hanno l’obiettivo di porre in evidenza l’importanza del cambiamento climatico anche nei contesti organizzativi regolati dalle norme tecniche, così come promosso dalla Dichiarazione di Londra del 2021 che impegna il mondo della normazione a tenere in considerazione gli aspetti climatici nell’elaborazione degli standard internazionali.

In risposta anche al documento del Comitato Tecnico IAF presentato alla General Assembly di Montreal del 2023, i riferimenti aggiunti puntano a chiarire le aspettative per i sistemi di gestione delle organizzazioni certificate, oltre al ruolo degli organismi di certificazione e degli Enti di accreditamento in questo processo.

 


Climate Action Amendments: non nuovi requisiti ma chiarimenti


Con la volontà di considerare gli effetti del cambiamento climatico in termini di efficacia dei sistemi di gestione, le nuove dichiarazioni vengono aggiunte in forma di emendamenti negli standard già esistenti, mentre saranno inclusi in tutti gli standard in fase di sviluppo e revisione.

L’applicazione dei Climate Action Amendments agli standard dei sistemi di gestione non incide sull’intento generale dei requisiti delle norme stesse, che rimane invariato. Non si tratta, in sostanza, di nuovi requisiti quanto, piuttosto, di chiarimenti.

Spiegano IAF e ISO nel comunicato congiunto: le clausole in essere “includono già la necessità che l’organizzazione consideri tutte le questioni interne ed esterne che possono avere un impatto sull’efficacia del proprio sistema di gestione”. Ma le nuove dichiarazioni “assicurano che il cambiamento climatico sia considerato all’interno del sistema di gestione e che sia un fattore esterno abbastanza importante per la nostra comunità da richiedere alle organizzazioni di prenderlo in considerazione adesso”.

Tutto questo non comporta la necessità di un piano di transizione completo, anche se è opportuno che le organizzazioni certificate, gli organismi di certificazione e gli Enti di accreditamento prendano in considerazione le indicazioni contenute.

 


La valutazione degli Enti di accreditamento


Nell’ambito del ciclo di accreditamento, gli Enti devono assicurarsi che gli organismi di certificazione verifichino e attestino che, nell’implementazione dei sistemi di gestione, le organizzazioni certificate prendano in considerazione gli aspetti relativi al cambiamento climatico insieme agli altri previsti nelle norme.

 


Il ruolo degli organismi di certificazione


Con i nuovi riferimenti, gli organismi di certificazione devono garantire che le organizzazioni valutino i cambiamenti climatici nella fase di implementazione dei loro sistemi di gestione. E che, qualora li abbiano ritenuti rilevanti per il sistema di gestione, li includano negli obiettivi aziendali e nelle attività di mitigazione.

Quando, invece, l’organizzazione non ritiene che il cambiamento climatico sia un tema rilevante per il suo sistema di gestione, l’organismo deve assicurare l’efficacia del processo decisionale che porta l’organizzazione a compiere questa scelta. Oltre a implementare le relative azioni, quando applicabili.

 


La consapevolezza delle organizzazioni


Le organizzazioni devono dimostrare di prendere in considerazione gli aspetti e i rischi legati al cambiamento climatico nello sviluppo e nel mantenimento dei propri sistemi di gestione. Se il cambiamento climatico incide in modo rilevante, l’organizzazione deve considerarlo all’interno della valutazione dei rischi per l’applicazione degli standard del sistema di gestione (o dei sistemi di gestione, quando sono stati implementati sistemi diversi, come qualità, salute e sicurezza).

In questo senso, alcuni aspetti e rischi legati al cambiamento climatico possono essere indipendenti dall’ambito del sistema di gestione o dal settore, oppure specificamente collegati ai requisiti degli standard. Così come possono essere correlati a settori specifici, ad esempio la produzione di energia o l’agricoltura, e alle caratteristiche dell’organizzazione, dalla posizione geografica alle dinamiche della forza di lavoro.

 


Lo step della normazione italiana


Come chiarito nell’informativa “Cambiamenti climatici e norme sui sistemi di gestione”, la politica di UNI è quella di integrare qualsiasi foglio di aggiornamento (Amendment) all’interno del testo normativo, al fine di rendere disponibile all’utente un testo completo e aggiornato.

Non appena le procedure di voto CEN adegueranno le adozioni europee degli standard ISO alle novità introdotte dagli Amendment, UNI ripubblicherà tutte le norme sui sistemi di gestione, integrando nel testo le due nuove frasi, in modo che chiunque consulti o scarichi una di queste norme troverà tutti gli aggiornamenti completi.