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Il valore della certificazione accreditata delle competenze nello studio Accredia-UNI

Pillole di Osservatorio
20 marzo 2024

La Legge 4/2013 ha dato un forte impulso alla certificazione accreditata volontaria delle professioni non regolamentate, che dopo dieci anni si conferma come un elemento di garanzia per i professionisti in un mercato profondamente trasformato.

A dieci anni dalla Legge 4/2013, che ha introdotto un quadro di riferimento normativo per il riconoscimento di tutte le professioni non ordinistiche, il panorama delle competenze richieste dal mercato è cambiato enormemente. In questo contesto, è nato lo studio “Le professioni non regolamentate. Il punto di vista dei professionisti” realizzato dall’Istituto di Ricerca Sociale (IRS) e promosso da Accredia e UNI, in collaborazione con ASSOTIC e Conforma.

Oggi, professioni legate all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità si affiancano a figure professionali più tradizionali e consolidate. Dietro a questa evoluzione, c’è il grande lavoro della normazione tecnica che sviluppa le regole alle quali il professionista deve attenersi, e quello degli organismi accreditati che verificano l’applicazione dei requisiti da parte dei professionisti che richiedono la certificazione.

Oggi sono 86 gli organismi di certificazione che, con l’accreditamento rilasciato da Accredia in base alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024, erogano tale servizio, a beneficio dei professionisti e della loro clientela. Un numero elevatissimo che colloca l’Italia ai primi posti della classifica mondiale per numero di accreditamenti secondo il Global Quality Infrastructure Index (GQII) Program.

Certamente, la Legge 4/2013, prevedendo tre possibilità di qualifica delle competenze (autodichiarazione, attestazione rilasciata dall’associazione di riferimento, certificazione accreditata), ha contribuito alla diffusione della certificazione accreditata, come momento più elevato di un ideale percorso di qualifica del professionista. Questo è anche quanto è emerso dallo studio realizzato da IRS.

 


I professionisti intervistati


Basata sui risultati di un’indagine online che ha coinvolto tre figure professionali – Tributarista, Amministratore di Condominio, Perito liquidatore assicurativo – per le quali esistono specifiche norme tecniche, la ricerca Accredia-UNI ha evidenziato le caratteristiche dei professionisti che hanno scelto la certificazione accreditata per qualificarsi e dimostrare al mercato il possesso di specifiche competenze: tipicamente, hanno diversi anni di esperienza alle spalle e un livello di formazione più elevato rispetto ai professionisti in possesso di un’attestazione rilasciata dall’associazione di riferimento.

La selezione delle tre figure professionali, per un totale di 4.200 professionisti contattati, è stata fatta tenendo conto del differente livello di diffusione delle certificazioni accreditate e della tipologia di clientela di riferimento.

Le circa 2.500 risposte pervenute hanno permesso di tracciare un quadro di riferimento chiaro e robusto, dal quale sono emersi benefici e criticità. I rispondenti sono così distribuiti:

  • 71,8% possiede l’attestazione rilasciata dall’associazione di riferimento
  • 58,1% è certificato rispetto alla norma UNI da un organismo accreditato
  • 39,2% possiede l’attestazione dell’associazione di riferimento ed è certificato rispetto alla norma UNI da un organismo accreditato.

 


La spinta alla certificazione


Dall’analisi emerge che il professionista, all’inizio della carriera, sceglie di ottenere un’attestazione dalla propria associazione di riferimento principalmente per garantirsi un livello adeguato di competenze aggiornate, mentre dopo alcuni anni, affermandosi sul mercato, decide di conseguire la certificazione accreditata delle competenze.

I vantaggi riconosciuti dal professionista riguardo alla certificazione accreditata si riferiscono soprattutto a:

  • adeguamento di competenze a standard di riferimento, all’aggiornamento (41,5%)
  • ottenimento di un maggiore riconoscimento su scala nazionale ed internazionale (41,2%).

Dalla lettura di questi dati si può affermare che la certificazione è percepita come uno strumento di differenziazione che possa contribuire ad affrontare il problema (in crescita) del mismatch delle competenze nel mercato del lavoro.

Attestazione professionale e certificazione accreditata sono due strumenti, entrambi previsti dalla Legge 4/2013, che dovrebbero essere considerati fortemente sinergici e che mostrano una interessante sequenzialità temporale. Non è un caso che le stesse associazioni di categoria promuovano presso i propri associati la certificazione accreditata.

Confrontando le motivazioni che hanno portato gli amministratori di condominio e i tributaristi ad affiancare la certificazione all’attestazione, emerge l’assoluta rilevanza dell’intervento delle associazioni di riferimento nella scelta di richiedere la certificazione a un organismo accreditato da Accredia.

Al contrario, gli elementi che possono disincentivare la scelta di certificare le proprie competenze risultano:

  • per i tributaristi, la scarsa utilità nel mercato di riferimento (46,4% delle risposte)
  • per gli amministratori di condominio, il mancato riconoscimento da parte del mercato (61,7% delle risposte).

Allo stesso tempo, il fattore economico non sembra rappresentare un ostacolo all’avvio dei rispettivi percorsi di qualifica: solo il 14,2% degli amministratori di condominio e il 13,3% dei tributaristi rispondenti ha indicato i costi iniziali (acquisto, adeguamento) come fattore disincentivante prevalente.


Il salto culturale


L’analisi delle risposte, tenuto conto di una clientela prevalente differenziata tra figure professionali, fa emergere una scarsa consapevolezza dei benefici della certificazione accreditata, trasversale alla tipologia di clientela, che riguarda non solo i privati cittadini, dai quali ci si attenderebbe minore conoscenza delle certificazioni, ma anche le aziende. Da qui l’esigenza di un’azione comunicativa forte, finalizzata a far emergere un’immagine degli organismi accreditati positiva e funzionale a un salto di qualità nelle garanzie di competenza offerte al mercato.

È importante sottolineare, infatti, che il valore della certificazione accreditata risiede anche nella volontarietà e nella opportunità di scelta da parte del professionista. Dal punto di vista del cliente, l’elemento che dovrebbe fare la differenza è che, a parità di informazioni, selezionare un professionista che ha deciso di certificare le proprie competenze dovrebbe essere un elemento di garanzia a beneficio della trasparenza.

Ma perché il meccanismo funzioni, è necessario che siano chiare, al professionista e al mercato, le garanzie fornite da una valutazione di terza parte indipendente. Iniziative come lo studio condotto da IRS vanno proprio nella direzione di informare sui benefici legati alla certificazione accreditata delle competenze.