Materiali di riferimento, laboratori di prova e di taratura: il punto a Torino

Giunta alla sua XXXIV edizione, il Congresso dei Centri di taratura svoltosi il 13 febbraio scorso a Torino, è ormai un appuntamento importante per fare il punto sui temi più innovativi dei materiali di riferimento, sulla metrologia e la taratura e sulle novità dei laboratori di prova accreditati. Nella cornice della 14° edizione della fiera Automation & Testing dedicata a Industria 4.0, Misure e Prove, Robotica e Tecnologie innovative, Accredia è stata infatti protagonista con una serie di convegni e incontri specialistici aperti al pubblico.

 


I convegni


I temi discussi sono stati inseriti in quattro convegni differenti. Uno sui “Materiali di riferimento 4.0”, che ha focalizzato l’attenzione sulle novità e le potenzialità dei materiali di riferimento realizzati dai produttori accreditati rispetto al loro utilizzo nell’era dell’Industria 4.0 e dei servizi ad essa associati. L’altro, il “XXXIV Convegno dei Centri di taratura accreditati”, tornato, dopo l’anno di pausa in onore della revisione del Sistema Interazionale delle Unità di Misura, nella tradizionale cornice della fiera A&T. Infine il convegno “Rispettare le specifiche è un problema?” che ha sviluppato il tema della conformità a specifica visto da angolazioni aziendali differenti, e il seminario “DM 93: verificazione periodica degli strumenti di misura con fini legali” che ha fatto il punto sulla normativa insieme al Ministero dello Sviluppo economico e a Unioncamere.

 


I materiali di riferimento


L’obiettivo del convegno dedicato a questo tema è stato quello di comunicare il ruolo svolto dai Produttori di Materiali di Riferimento (RMP) accreditati per garantire l’affidabilità dei risultati di prova e taratura e delle verifiche in differenti e importanti settori produttivi. Sono tanti i settori dell’economia italiana che necessitano di Materiali di Riferimento (RM) realizzati da Produttori accreditati, e in particolare dei Materiali di Riferimento Certificati (CRM), per aiutare le imprese a innovare, a adeguarsi alle normative ed essere competitive sul mercato, anche quello internazionale. La ricerca scientifica e lo sviluppo industriale si basano infatti sempre di più sull’utilizzo dei materiali di riferimento, perché garantiscono la riferibilità metrologica, la validazione dei metodi e il controllo di qualità in settori strategici come l’agroalimentare e l’ambiente.

Tra i relatori di INRiM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica), Michela Sega ha evidenziato come, grazie alla disponibilità di materiali di riferimento certificati, la ricerca sia in grado di valutare correttamente i mutamenti climatici terrestri. Sono state presentate alcune importanti linee di ricerca volte allo sviluppo di nuovi materiali di riferimento di gas serra a supporto delle misure per il cambiamento climatico. Paola Iacomussi ha invece chiarito l’importanza per l’industria manifatturiera di disporre di materiali di riferimento che rappresentino le proprietà qualitative degli artefatti. Esempio particolarmente apprezzato è stata la presentazione di un particolare materiale di riferimento destinato alla taratura degli strumenti di misura per la verifica in campo degli asfalti stradali.

Claudia Zoani dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e coordinatrice di METROFOOD-RI ha evidenziato come nell’agroalimentare l’affidabilità delle misure connesse con la produzione e il consumo degli alimenti rivesta un ruolo chiave, in quanto dai risultati delle misure dipendono tutti i processi decisionali; mentre Silvia Orlandini, coordinatrice Analisi Latte e Validazione Strumenti e Metodi di ICAR (Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni del CNR) ha motivato la necessità e illustrato la rilevanza dei materiali di riferimento certificati per il settore lattiero caseario. Di particolare importanza è la disponibilità di grandi quantità di un materiale di riferimento primario certificato per la conta delle cellule somatiche che dimostri stabilità nel tempo. I lavori di analisi, organizzazione del processo produttivo, gli studi di fattibilità e le prove sui protocolli di preparazione sono state oggetto e sono tutt’ora oggetto di progetti finanziati dall’Unione europea.

In ultimo, il prof. Salvatore Graziani del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica dell’Università degli Studi di Catania, ha presentato l’utilizzo di materiali di riferimento nell’implementazione di processi economici circolari che limitino l’uso di risorse non rinnovabili e l’immissione nell’ambiente di inquinanti. Ciò è possibile se si implementano tecnologie di produzione «green», che usano materie prime rinnovabili e producono dispositivi il cui smaltimento dopo la «vita utile» non pone problemi di inquinamento. Un esempio di sensore green che risponde a queste caratteristiche è basato sulla cellulosa batterica.

 


I Centri di taratura e il DM 93/2017


Ad aprire i lavori del Convegno è stato il Presidente di Accredia, Giuseppe Rossi, che ha ricordato l’importanza del DM del Ministero dello Sviluppo economico 93/2017 sulle varie attività di taratura degli strumenti di misura e le relative modifiche pubblicate in GU lo scorso 18 febbraio con il DM 176/2019. Gli organismi abilitati a effettuare verificazioni periodiche, che alla data del 18 marzo 2019 hanno ricevuto il requisito dell’accettazione formale relativa all’accreditamento, possono continuare a svolgere le attività fino al 30 giugno 2020. Al termine del periodo transitorio dei 18 mesi, l’Ente di accreditamento trasmette al MiSE e a Unioncamere l’elenco nominativo dei soggetti che rispondono a tale requisito.

“Fare il punto sul DM 93/2017 e sulle relative modifiche è fondamentale – ha chiarito Giuseppe Capuano del MiSE – E’ un intervento di politica macro industriale. Per garantire la fiducia sul mercato, negli operatori. Per il buon funzionamento dell’economia e per la tutela del consumatore. Per applicare questo, ci vuole una rete tra tutti gli operatori. Se funziona la metrologia funzionano le imprese, si dà fiducia al mercato”.

E di collaborazione ha parlato anche Maria Valeria Pennisi di Unioncamere, sottolineando l’intenso lavoro degli ispettori metrici per definire una linea comune di indirizzo delle Camere di Commercio, con l’obiettivo, a lungo termine, di creare un vero e proprio testo unico della metrologia legale.

La “tradizione” prevede inoltre che il convegno sia l’occasione per fare il punto sulle attività concluse nell’anno precedente e annunciare le nuove programmata per l’anno in corso. In particolare nel Dipartimento dei Laboratori di taratura, il numero degli accreditati, tra Centri e Produttori di Materiali di Riferimento, è salito a 195 con un incremento del 5% delle attività di valutazione. Il 2019 è stato inoltre denso di attività formative e informative rivolte ai Centri di taratura e agli ispettori soprattutto per gli aspetti applicativi tecnici di settore e innovativi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018. Di interesse anche l’intervento sulle nuove tecniche di audit, in particolare le valutazioni su campo senza preavviso.

 


La conformità


Il convegno “La conformità specifica è un problema?” ha presentato casi di studio ed esperienze aziendali con particolare riguardo alle criticità emerse e alle soluzioni adottate in tema di conformità a specifica. Con Cristina Cristalli di Loccioni si è posto l’accento sul ruolo che ricopre il rispetto delle specifiche nel rapporto cliente-fornitore nei casi aziendali quali la produzione a lotti sulla base di specifiche tecniche, le produzioni customizzate per comparti particolari e le produzioni customizzate su sistemi di misura, anch’essi customizzati. La criticità maggiore si riscontra nei casi in cui il sistema viene caratterizzato solo alla fine del progetto, pertanto sollo alla fine della produzione. Aspetto fondamentale in tale caso è la collaborazione con il cliente nella definizione delle specifiche e dei metodi di misura, mentre nella definizione delle specifiche e nella loro conseguente valutazione il ruolo da protagonista è giocato dall’incertezza di misura.

Giuseppe Beninati ha illustrato il metodo operativo adottato in Leonardo company, che si affida a un sistema integrato di interazione fra le differenti funzioni aziendali. In contesti particolarmente strutturati, la conformità a specifica può essere approcciata con l’ottica del miglioramento, con la possibilità di usarla come un utile terreno di cooperazione fra enti aziendali nel comune raggiungimento di un obiettivo e come misura dell’efficienza produttiva mirata al soddisfacimento delle aspettative del cliente.

Silvia Storai, infine, ha portato la testimonianza o del laboratorio di prova Analytical Srl, che nell’adeguarsi alla nuova norma ISO/IEC 17025 ha approcciato il problema statistico della conformità a specifica nei casi di applicazione delle regole decisionali. Nell’affrontare il tema, infatti, la versione 2018 della norma fornisce delle generiche linee guida a cui associare una solida conoscenza di documenti normativi e tecniche statistiche.

Nell’ultimo intervento, Francesca Pennecchi, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e Paola Pedone, funzionario tecnico del Dipartimento Laboratori di taratura, hanno invece affrontato il tema dal punto di vista matematico e statistico, fornendo una dettagliata bibliografia e dei link a siti di progetti europei da cui attingere documenti, esempi ed applicativi.